Immerso tra rigogliosi vigneti che fungono da mura naturali, Lanuvio è un piccolo gioiello dei Castelli Romani dove archeologia e natura si fondono armoniosamente. Il borgo vanta un ricco patrimonio storico, con le antiche mura medievali di Lanuvium oggi integrate nell’architettura moderna, insieme a torri e resti del vecchio castello. I reperti più celebri, provenienti dal Santuario di Giunone Sospita (IV-II secolo a.C.), sono esposti nel Museo Civico Diffuso Lanuvino, offrendo un affascinante viaggio nel tempo.
Il calendario degli eventi a Lanuvio è ricco e variegato, alternando feste popolari a celebrazioni religiose. Tra queste spiccano la Festa della Musica a giugno e la Festa dell’Uva e del Vino a settembre. Orgoglio del borgo è il vino Colli Lanuvini DOP; già in epoca romana, i rituali in onore di Dioniso venivano celebrati con questo nettare pregiato.
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Lanuvio sorge sull’antica città di Lanuvium, una delle trenta città della Lega Latina. Nel 338 a.C., dopo l’ultima sconfitta della Lega contro Roma, Lanuvium perse la sua indipendenza. Tuttavia, Roma le concesse uno status privilegiato, la Civitas cum suffragium, in cambio di parte dei proventi del Santuario di Giunone Sospita.
La città attraversò periodi di grande splendore, diventando residenza di illustri personaggi come Marco Emilio Lepido, Marco Giunio Bruto, Augusto e Marco Aurelio. Fu anche il luogo di nascita del console Lucio Licinio Murena e degli imperatori Antonino Pio e Commodo.
Nel 391 d.C., l’editto di Teodosio sancì la vittoria definitiva del cristianesimo, imponendo a tutti i cittadini dell’Impero Romano di professare la nuova fede. Questo segnò l’inizio del declino per Lanuvio: la città fu costretta a chiudere tutti i templi pagani, compreso il Santuario di Giunone Sospita, che era una fonte fondamentale di ricchezza e prestigio.
In epoca medievale, nel 1216, Papa Onorio III Savelli assegnò Lanuvio ai monaci della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Successivamente, divenne possedimento della famiglia Savelli fino al 1410, quando passò ai Colonna. Nel 1564, fu acquistata da Giuliano Cesarini, marchese di Civitanova Marche, insieme ad Ardea e Genzano di Roma. Sotto la casata dei Cesarini e successivamente dei Cesarini-Sforza, Lanuvio visse un periodo di tranquillità e prosperità. La città fu arricchita grazie all’opera di architetti come Carlo Fontana, della scuola berniniana, e Tommaso Mattei, allievo del Borromini, oltre che dal pittore Giulio Romano, discepolo di Raffaello Sanzio.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Lanuvio subì pesanti bombardamenti sia aerei che navali, che la devastarono quasi completamente.
Festa della Madonna delle Grazie: Nel mese di maggio, da oltre 135 anni, Lanuvio dedica una settimana ai festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, a cui gli abitanti sono profondamente devoti. Il Santuario della Madonna delle Grazie è una chiesetta cinquecentesca situata a sud del paese. Distrutta da un incendio nel 1884 e ricostruita grazie alla devozione dei cittadini, ospita dal 1923 un venerato quadro della Vergine, adornato da numerosi doni votivi. Durante la settimana di celebrazioni, alla solenne processione si affiancano musiche, concerti, rappresentazioni teatrali e spettacoli pirotecnici.
Festa della Musica: Tenuta nel mese di giugno, questa manifestazione è entrata a far parte delle tradizioni lanuvine negli ultimi anni. Artisti di strada e gruppi emergenti animano le strade del borgo con una vasta gamma di generi musicali: rock, blues, jazz, world music, pop, punk, country, grunge, ska ed etno. Il tutto avvolto nell’atmosfera suggestiva del paese illuminato dalle fiaccole.
Festa dell’Uva e del Vino: Celebrata la quarta domenica di settembre, questa festa rende omaggio ai pilastri dell’economia locale: l’uva e il vino. Ogni anno, la sagra propone temi diversi, mantenendo però le atmosfere tradizionali e genuine di un evento paesano. Durante i festeggiamenti, oltre alla tradizionale Corsa delle Botti, si svolgono concerti, rappresentazioni teatrali e conferenze. È un’occasione imperdibile per degustare il celebre Colli Lanuvini DOP e immergersi nella cultura enogastronomica del territorio.