Villa Tuscolana
Villa Tuscolana, situata a Frascati, è nota per la sua posizione dominante che la rende la dimora più panoramica della zona. Il suo nome attuale si ispira al “Tusculanum“, l’antica residenza di Marco Tullio Cicerone, ma nella letteratura è anche conosciuta come “la Rufinella“. Le sue origini risalgono al 1578, quando fu costruita su terreni appartenenti all’Abbazia di San Nilo, concessi in enfiteusi ad Ascanio Rufini nel 1564. Alessandro Rufini, già proprietario di Villa Falconieri (nota anche come “Rufina”), battezzò questa nuova dimora “Rufinella” per distinguerla dalla precedente.

Dopo la morte di Rufini, la villa passò di mano più volte, inclusa la famiglia Aldobrandini, fino a quando, nel 1639, fu acquistata dai Sacchetti, che la mantennero per circa un secolo. Nel 1740, la proprietà venne ceduta ai Padri Gesuiti, i quali avviarono importanti lavori di ristrutturazione ed ampliamento. Durante questo periodo, Villa Tuscolana assunse l’aspetto attuale di una villa-convento, grazie all’architetto Luigi Vanvitelli. Prima di questi lavori, la villa aveva una pianta rettangolare con tre piani, segnati da cornici marcapiano. Vanvitelli ampliò la struttura aggiungendo una nuova ala perpendicolare, oggi sede dell’ingresso principale, e distribuì gli spazi su quattro piani di altezze diverse. La disposizione delle finestre, con cornici in pietra sperone, riflette questa articolata struttura. L’ingresso è caratterizzato da un portico a tre arcate, sovrastato dal salone principale e dalla loggia “belvedere”, da cui si gode una vista straordinaria su tutta la valle e i dintorni.

Oltre alla vista mozzafiato ed ai giardini rigogliosi, ciò che affascina i visitatori sono i numerosi reperti archeologici ritrovati durante i lavori di Vanvitelli, sparsi per il parco e testimonianza del glorioso passato dell’area. Tra i reperti, furono rinvenuti anche antichi mosaici, oggi conservati al Museo Nazionale Romano presso Palazzo Massimo.
Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, la villa tornò alla Camera Apostolica e nel 1804 fu acquistata da Luciano Bonaparte, principe di Canino. A causa dei saccheggi delle truppe austriache e del passaggio di proprietà a Vittorio Emanuele di Savoia, la villa subì diversi danni. In seguito, Elisabetta Aldobrandini Lancellotti acquisì la villa e realizzò nuovi viali che la collegavano a Villa Aldobrandini. I Lancellotti mantennero la proprietà fino al 1966, quando la villa fu venduta ai Salesiani. Questi intrapresero un importante restauro, completato dagli attuali proprietari, che hanno restituito alla villa l’antico splendore.