Villa Torlonia
Villa Torlonia, una delle sei splendide Ville Tuscolane di Frascati, è parte integrante della Rete delle Dimore storiche del Lazio. Sebbene oggi si possa ammirare solo il meraviglioso parco che circonda la villa, con il Teatro delle Acque, fontane maestose ed imponenti scalinate, l’originaria struttura rinascimentale ha una storia lunga e complessa. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, il palazzo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, e la sua ricostruzione moderna non ha mantenuto l’aspetto originale.

L’edificazione della villa iniziò nel 1563, quando Annibal Caro, noto letterato, vi costruì un piccolo edificio chiamato “caravilla”, situato dove si pensava sorgesse l’antica villa di Lucullo. Caro utilizzò questa dimora per completare la sua traduzione dell’Eneide. Nel 1579, il cardinale Tolomeo Galli, Segretario di Stato sotto papa Gregorio XIII, acquistò la proprietà ed avviò un’importante espansione, gettando le basi per la maestosa villa che sarebbe diventata famosa negli anni successivi.
Nel 1607, la villa passò nelle mani del cardinale Scipione Borghese, che con l’aiuto di suo zio, papa Paolo V, fece realizzare le spettacolari fontane. Flaminio Ponzio fu incaricato del progetto, mentre Carlo Maderno e Giovanni Fontana, esperti in idraulica, furono responsabili della loro costruzione. Fu grazie a Scipione Borghese che nacque il grandioso Teatro delle Acque, alimentato da un complesso sistema idrico ed impreziosito dalla Peschiera e dalla fontana “del candeliere“, ancora oggi visibile, anche se ora parte di una proprietà privata.
Nonostante gli ingenti lavori, nel 1614 il cardinale Borghese decise di vendere Villa Torlonia per concentrare le proprietà di famiglia intorno a Villa Mondragone, sua grande ambizione. La villa fu quindi acquistata da Giovan Angelo Altemps e, nel 1621, passò ad Alessandro Ludovisi, il quale commissionò un grande ampliamento ed arricchimento artistico sia del palazzo che dei giardini. Carlo Maderno progettò il maestoso Ninfeo, arricchito da pilastri, nicchie ed elementi decorativi.
Tra il 1661 e il 1680, la proprietà cambiò diverse mani, passando prima ai Colonna e poi ai Conti. Nel 1820 divenne proprietà degli Sforza Cesarini, fino a giungere, nel 1841, alla famiglia Torlonia, da cui prese il nome attuale. Famosi erano gli affreschi che abbellivano il salone principale del piano nobile, come il “Trionfo di Bacco” e “La Forza che corona la Mansuetudine” di Maffeo Mieli. Purtroppo, molti di questi capolavori, inclusi quelli della scuola degli Zuccari, andarono perduti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Nonostante le perdite, il giardino di Villa Torlonia rimane uno dei più ricchi e suggestivi tra le Ville Tuscolane, con una vasta varietà di piante, elementi architettonici e un sistema di acque. Sentieri ombreggiati si intrecciano tra gruppi di alberi e filari, mentre il viale di platani, che attraversa il parco, offre una vista mozzafiato sulla spettacolare catena d’acqua. Oggi, il giardino è un parco pubblico di grande valore, aperto a tutti i visitatori.