Tra i piatti più rappresentativi della cucina rustica di Monte Compatri, spicca la zuppa di cicerchie, un’antica ricetta che celebra uno dei legumi più nutrienti e dimenticati d’Italia: la cicerchia. Questo legume, simile ai ceci o alle fave, fa parte della tradizione culinaria del Lazio e, in particolare, dei Castelli Romani, dove veniva utilizzato dalle famiglie contadine come preziosa fonte di proteine.

Un legume dimenticato

La cicerchia è un legume robusto, resistente a condizioni climatiche difficili, e per secoli ha rappresentato una base alimentare nelle zone rurali. A lungo caduto in disuso, questo legume è stato riscoperto e valorizzato negli ultimi anni per il suo valore nutritivo e la sua capacità di evocare i sapori della tradizione contadina.

A Monte Compatri, la zuppa di cicerchie è un piatto che rispecchia la semplicità della vita agricola. Preparata con ingredienti essenziali come cipolla, carote, sedano e finocchietto selvatico, viene servita su fette di pane casereccio abbrustolito. La combinazione del sapore dolce e leggermente terroso delle cicerchie con le note aromatiche del finocchietto selvatico rende questa zuppa un piatto rustico ma estremamente saporito​.

La preparazione

La zuppa richiede una lunga preparazione: le cicerchie devono essere messe in ammollo per almeno 24 ore, un passaggio fondamentale per eliminare alcune sostanze che renderebbero il legume poco digeribile. Successivamente, vengono cotte lentamente in acqua con gli aromi e gli altri ingredienti, creando un piatto cremoso e confortante, perfetto per le giornate più fredde.

Il tocco finale è dato dall’aggiunta di olio extravergine d’oliva a crudo e una spolverata di pepe nero. Spesso, per arricchire il piatto, vengono aggiunte erbe fresche o, in alcune versioni, del pecorino grattugiato.

Un piatto da scoprire

Oggi, la zuppa di cicerchie è uno dei piatti più apprezzati nelle osterie di Monte Compatri e rappresenta una testimonianza viva della cucina dei Castelli Romani. Per chi vuole scoprire i sapori autentici di questa zona, è una tappa obbligata durante una visita al borgo, dove tradizione e semplicità si incontrano in un piatto che racconta storie di campagna e antichi saperi.