Situata tra le dolci colline dei Castelli Romani, Grottaferrata è un luogo dove spiritualità, arte e storia si fondono armoniosamente. Il suo simbolo indiscusso è l’Abbazia di San Nilo, un monastero che ospita monaci cattolici basiliani di rito bizantino. Partecipare alla liturgia domenicale, celebrata secondo il rito orientale, è un’esperienza unica che vale il viaggio.
L’abbazia, di dimensioni imponenti, offre numerose attrazioni:
La Chiesa di Santa Maria, cuore spirituale dell’abbazia, è un’affascinante combinazione di stili architettonici, dal romanico del campanile al barocco delle decorazioni in stucco. All’interno, la navata laterale ospita la Grotta Ferrata e la Cappella Farnese, adornata con affreschi del celebre pittore Domenichino.
Da non perdere sono le Catacombe Ad Decimum, che contengono circa un migliaio di tombe risalenti al II-V secolo d.C., e Villa Grazioli, una delle sontuose ville nobiliari tuscolane del Cinquecento. Quest’ultima, oggi un lussuoso hotel, è aperta ai visitatori e offre un viaggio nel passato aristocratico della regione.
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Le origini di Grottaferrata affondano nell’antichità, come testimoniano i resti delle necropoli di Boschetto, Villa Cavalletti e Vigna Giusti, datate intorno al 1000 a.C. Durante l’epoca romana, il territorio era punteggiato da ville di ricchi aristocratici, tra cui quella di Marco Tullio Cicerone.
La fondazione ufficiale del centro abitato risale al 1004, con la costruzione dell’Abbazia di San Nilo. Edificata sul terreno donato ai monaci basiliani dal Conte di Tuscolo, l’abbazia divenne il fulcro spirituale e culturale della zona. Il nome “Grottaferrata” deriva dal criptoportico di una villa romana protetto da un cancello di ferro, la crypta ferrata, sui cui resti sorge il monastero.
Nel corso dei secoli, l’abbazia subì numerosi saccheggi:
Per proteggere il complesso, l’abate commendatario Giuliano Della Rovere, futuro Papa Giulio II, fece costruire le mura che ancora oggi circondano l’abbazia.
Dal 1605, l’abbazia passò sotto la commenda di diverse famiglie nobili: prima i Colonna, poi i Farnese e, dal 1626, il cardinale Barberini. Con l’abolizione del feudalesimo nel 1808, la commenda fu soppressa e Grottaferrata venne annessa al municipio di Marino, mentre i monaci rimasero come cittadini privati all’interno dell’abbazia.
Nel 1816, sotto il pontificato di Pio VII, il cardinale Consalvi riacquisì la commenda, mantenendola fino alla sua morte nel 1824. A causa di tensioni interne, Papa Gregorio XVI nominò nel 1833 il cardinale Mario Mattei come visitatore apostolico, ruolo che ricoprì fino al 1869. Nel 1848, Grottaferrata ottenne l’autonomia amministrativa.
Il 1856 vide la nascita della Società Anonima delle Cartiere di Grottaferrata e Subiaco. La cartiera locale, proprietà di Luigi Passamonti, divenne celebre per la stampa delle banconote dello Stato Pontificio.
Nonostante l’esproprio dei beni ecclesiastici nel 1873, il paese continuò a prosperare con la costruzione di infrastrutture moderne, come l’impianto fognario, l’edificazione delle chiese del Sacro Cuore e di San Giuseppe, e la realizzazione di sontuose ville e ristrutturazioni viarie lungo la strada statale 216 Maremmana III. La fondazione della fabbrica di ceramiche artistiche dei fratelli Tidei contribuì allo sviluppo economico locale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i bombardamenti dell’8 settembre 1943 danneggiarono i territori circostanti l’abbazia, mentre il centro abitato fu risparmiato. I preziosi beni dell’abbazia furono custoditi presso il Vaticano. Nel 2004, Grottaferrata ha celebrato il millenario della fondazione dell’abbazia, rinnovando il suo legame con la storia e la tradizione.
Festa Patronale di San Nilo da Rossano: Il 26 settembre, Grottaferrata onora il suo santo patrono con celebrazioni che commemorano la sua morte. La festa è arricchita da un grande mercato che propone prodotti agricoli, artigianali ed enogastronomici locali. La serata si anima con canti e danze di gruppi folcloristici, creando un’atmosfera di gioiosa partecipazione.
Fiera Nazionale di Grottaferrata: Considerato l’evento più importante dell’anno, la fiera attira visitatori e venditori da tutta Italia. Le sue origini sono antiche e strettamente legate all’abbazia. Sin dalla fondazione, numerosi pellegrini affluivano alla Chiesa di Santa Maria in occasione dell’Annunciazione (25 marzo) e della Natività della Madonna (8 settembre). Oggi si svolge in primavera e combina tradizione e attualità, con stand artigianali e gastronomici affiancati da spazi dedicati all’ecologia, all’editoria impegnata e all’architettura.
‘Na Vota C’era: Questa festa si tiene generalmente nella seconda settimana di settembre e rievoca l’antica fiera settembrina di Grottaferrata. Ambientata nell’Ottocento, si svolge nel cortile dell’abbazia di San Nilo, con grande attenzione ai costumi e alle attrezzature d’epoca. L’evento offre un viaggio nel tempo, tra tradizioni, spettacoli e sapori locali.