Arroccato tra le colline dei Castelli Romani, Monte Compatri è un affascinante borgo medievale che deve la sua bellezza all’antico centro storico raccolto sotto il quattrocentesco Convento di San Silvestro. Il paese è suddiviso in cinque rioni e caratterizzato da case storiche con vecchie cantine scavate nel tufo, creando nel sottosuolo un intricato dedalo di gallerie. Questi passaggi sotterranei sono spesso aperti al pubblico in occasione di eventi ed esposizioni, offrendo un’esperienza unica ai visitatori.
Due eventi annuali permettono di esplorare queste affascinanti cantine:
Monte Compatri è anche un paradiso per gli amanti della natura. Poco fuori dal centro, salendo al Convento di San Silvestro, che ospita una meravigliosa pinacoteca, si incontra il minuscolo Santuario della Madonna del Castagno del 1680. Da qui, in pochi minuti a piedi, si raggiunge la Collina degli Asinelli, una fattoria didattica dove grandi e piccini possono partecipare ad attività legate a questi amabili animali. Con una breve escursione, è possibile raggiungere i 773 metri di Monte Salomone, godendo di panorami spettacolari sulla campagna circostante.
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L’attuale centro di Monte Compatri sorge sul colle dove probabilmente si trovava l’antica Labicum, una colonia di Alba Longa antecedente a Roma. La città fu conquistata dai Romani nel 418 a.C., e la popolazione si spostò più a valle, in un territorio compreso tra Colonna e Monte Compatri, secondo la localizzazione suggerita da Francesco Antonio Vitale basata sulla descrizione di Strabone.
La prima testimonianza ufficiale dell’esistenza di un nucleo abitato risale al 7 febbraio 1252, in un documento che cita il *Castrum Montis Compatris*, un atto di divisione dei beni tra Oddone e Giordano Colonna. Tuttavia, tracce più antiche risalgono già al 1090.
La tradizione narra che San Francesco d’Assisi abbia soggiornato presso una grotta sulle pendici occidentali del colle, incantato dalla bellezza e dalla tranquillità del luogo. Avrebbe consigliato a tre suoi confratelli di stabilirvisi, edificando un piccolo convento di cui oggi restano solo i ruderi presso l’attuale romitorio, che fino a pochi anni fa ospitava il cimitero. A Oviedo, in Spagna, è ancora venerato il Beato Pietro da Monte Compatri, frate proveniente da questo convento.
Nel corso dei secoli, Monte Compatri fu possedimento di diverse famiglie nobiliari:
Durante la Repubblica Romana, Monte Compatri fu teatro di scontri tra Garibaldi e soldati borbonici. Con la fine del feudalesimo nel Lazio, il territorio tornò sotto il controllo della Chiesa. Nel 1870, con l’annessione di Roma al Regno d’Italia e la fine del potere temporale dello Stato Pontificio, Monte Compatri divenne un comune autonomo nel 1874.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il territorio subì occupazioni, bombardamenti e devastazioni. Le cicatrici del conflitto erano visibili fino a pochi anni fa sugli edifici del paese. La comunità ricorda ancora con rispetto Mario Intreccialagli e Placido Martini, martiri delle Fosse Ardeatine, a cui è stata intitolata una via.
Degustando: Prima settimana di maggio. Un evento in cui il gusto incontra la tradizione, con prodotti tipici, birre artigianali, vini dei Castelli Romani, laboratori per bambini, eventi sportivi, spettacoli e musica dal vivo. I punti ristoro sono allestiti in Piazza del Mercato e Piazza della Repubblica, con navette gratuite da e per la Metro C.
Processione dell’Assunta: Il 14 agosto, si tiene una solenne processione serale alle 20:00 con figuranti in costume storico del XVI e XVII secolo, che rievocano antiche tradizioni e coinvolgono l’intera comunità in un’atmosfera suggestiva.
Estate Monticiana: Durante tutto il periodo estivo, Monte Compatri si anima con numerose iniziative enogastronomiche, musicali e folkloristiche, offrendo un ricco calendario di eventi che animano le serate estive del borgo.